LO SCHIAVO INTERMITTENTE
diretto ed interpretato
da Emiliano Campagnola
durata 55 min.
in collaborazione con MASTOFABBRO
Il Menone di Platone è un dialogo sulla virtù.
SLAVE è uno spettacolo sulla virtù del virtuale, sull’educazione e sulla ribellione.
Nelle tecnologie elettroniche, lo slave è subordinato al master, come i maestri agli allievi per quel concerne l’educazione, quando in verità sono complementari. Il Mito della Caverna ed il Menone di Platone sono i testi da cui si parte per una procedura maieutica su una cyclette, per arrivare alla dimostrazione dell’immortalità dell’anima, attraverso un esperimento maieutico si dimostra che l’anima sa tutto perché è più volte rinata e può perfino ricordarsi un calcolo matematico irrazionale. Un unico attore in scena interpreta il personaggio di Socrate e quello di Menone, alternando domande e risposte sul tema dell’insegnabilità della virtù, con il suo alter ego in video.
Il Menone di Platone è un dialogo filosofico che parte dalla domanda di Menone a Socrate:
“Sai dirmi se la virtù può essere insegnata, o se non può essere insegnata ma se può essere prodotta con l’esercizio o in qualche altro modo ?”
Socrate risponde con un altra domanda:
“Che cos’è la virtù?”
L’idea di far lavorare gli attori con i dialoghi di Platone è di Anatoli Vasilev, che fonda la sua Scuola di Teatro d’Arte sull’eredità del pensiero attivo di Stanislavskij e dei suoi prodromi.
All’inizio è un training per l’attore, riuscire a percorrere con cura un ragionamento filosofico che non può essere memorizzato tecnicamente se non ripercorrendo il movimento dei concetti che sono al suo interno . Poi vista la non o parziale drammatizzazione si presta alla generazione di mondi immaginari dove i due personaggi di solito di un dialogo perdono facilmente la loro caratterizzazione storica dei loro nomi e diventano movimento pensante dell’Autore che è il padre del pensiero occidentale e sul quale ci si può affidare come una troika alata.
